GABBIANO il volo

 

GABBIANO il volo

da Anton Checov
​drammaturgia e regia LEO MUSCATO
scene e costumi CARLA RICOTTI e BARBARA BORGOLOTTO
disegno luci ALESSANDRO VERAZZI
arrangiamenti musicali ELENA ARCURI
​​con
ELENA ARCURI, GIULIO BARALDI, BARBARA BEDRINA, ALEX CENDRON, ANDREA COLLAVINO, FRANCESCA CUTOLO, RUFIN DHO, SIMONE LUGLIO, DENIZ ÖZDOĜAN, VINCENZA PASTORE, ANDREA PINNA

Kostja, ha poco più di 20 anni e vive un conflitto enorme: sente di avere un talento smisurato, crede che il teatro abbia bisogno di nuove forme e lui sente di possederle. Nella sua testa, c’è come un chiodo che lo tormenta e che lo costringe a cercare una risposta alla domanda: “Chi sono io veramente? Grotowskji o una nullità?” Quando si è giovani e si hanno tante domande che affollano la mente, si ha anche bisogno di qualcuno che dia delle certezze. Kostja, davanti a sé ha risposte contrastanti; la ragazza che ama e che lui considera la sua Musa ispiratrice gli dice che nei tuoi testi non c’è niente, non ci sono personaggi vivi; sua madre gli dice che non è in grado di scrivere nemmeno una stupida farsa da quattro soldi; di contro, un uomo che ha appena visto un suo lavoro gli dice che lo spettacolo gli è piaciuto moltissimo:” Un po’ strano, non ho visto la fine, ma l’emozione che mi ha dato è stata forte. Voi avete talento, e dovete continuare”.
A chi credere? Kostja è giovane, eppure parla con la consapevolezza di un grande maestro. Ma il teatro tradizionale, con i suoi rappresentanti (sua madre), non accetta la contraddizione di questa posizione; non crede possibile che la giovinezza possa essere sposa della sapienza. E allora cosa fa? Niente. Non dà a Kostja nemmeno la soddisfazione di opporsi a lui contrastandolo o criticandolo: semplicemente lo scavalca, lo annienta considerandolo una nullità.
Lo spettacolo, nel suo aspetto formale, esplora l’aspetto tragicomico del mondo creato da Cechov, astenendosi da ogni principio di credibilità legato al naturalismo della quarta parete. Tenta di sviluppare un discorso sul teatro, oggi; sulla necessità di farlo e di vederlo. Si avvale di interpreti provenienti da nazionalità diverse; ognuno di loro è un’ “eccellenza” di generi teatrali differente: prosa, teatro danza, clownerie, canto lirico. Questo perché crediamo nelle alchimie generate dalle diversità. Intendiamo evocare un mondo in cui possa risultare credibile qualunque sentimento scaturisca dall’animo umano, indipendentemente dal colore della pelle che lo contiene e dalla lingua che lo esprime. Continuiamo a credere che in una rappresentazione teatrale nulla sia più importante delle persone di cui è fatta; e quando queste hanno il coraggio di mettersi completamente in gioco, tutti gli assurdi della vita iniziano a diventare credibili, fino al punto di riuscire a parlare anche di ciò che è difficile persino da nominare.
Il gruppo di lavoro si è andato formando nel corso LABORATORIO ITINERANTE - VERSO ČECHOV, condotto da Leo Muscato e organizzato in sette sessioni di lavoro svolte in tutta Italia.