Il ritorno

Note dell’autore di Sergio Pierattini 

Una famiglia segnata da un grave episodio e  una figlia che ritorna.
Accuse, recriminazioni, rimpianti. Sullo sfondo un contesto sociale particolare ma allo stesso tempo simile a quello di tante realtà del nostro centro nord; operoso e attivo ma anche denso di profonde contraddizioni.
E’ la storia della protagonista della nostra vicenda, la figlia trentenne di un piccolo imprenditore bergamasco, che dopo aver scontato il suo debito con la giustizia, torna alla sua famiglia d’origine.
E’ la storia di un intricato e complesso modo di vivere i rapporti familiari, attraverso un particolare ma anche riconoscibile linguaggio degli affetti al quale i protagonisti si attaccano come naufraghi in cerca di salvezza.
La vita e i problemi complessi dell’oggi hanno forse spinto alla deriva questa operosa famiglia.
Non mancano i rimpianti per qualcosa che si sono lasciati alle spalle per sempre. Una vita fatta di sacrifici e lavoro ma allo stesso tempo più semplice; dove gli ideali se pur ingenui, riuscivano ancora a significare speranza e fede in un futuro migliore.
Spero che tanti potranno riconoscersi nei protagonisti di questa storia.
Non mi riferisco alla crudezza e l’incapacità che caratterizza il loro modo di rapportarsi tra loro ma a quel sincero e in fondo puro sforzo verso qualcosa di profondamente positivo che alcuni di loro riescono nonostante tutto ad esprimere.  Nella quasi totale mancanza di punti di riferimento ideali e politici che caratterizza i nostri tempi, un valore profondo che è tipico della terra dov’è ambientata la vicenda, come il lavoro, può, unito alla solidarietà e al rispetto delle regole essere non solo l’ancora di salvezza per noi, ma anche di tutti quelli che raggiungono il nostro paese in cerca di una vita migliore.
Ed è questo, in fondo, il senso della proposta che il fratello, nell’ultima scena, rivolge alla donna.

La ricerca di Veronica Cruciani

Lo spettacolo “Il ritorno” nasce dalla ricerca che il Teatro Donizetti di Bergamo mi ha commissionato nel febbraio 2006. Il tema dello studio, strettamente legato al territorio, riguardava il mondo del lavoro nella provincia lombarda.
Le zone di Bergamo che maggiormente sono state indagate, sia attraverso il canale del racconto orale che attraverso materiali storico-documentari, sono via Quarenghi e il quartiere della Malpensata. Sono proprio questi i luoghi ad aver subito le maggiori trasformazioni negli ultimi decenni.
Alla Malpensata un tempo c’erano gli orti, la filanda e gli artigiani; poi, con la costruzione delle case popolari, è avvenuta la trasformazione in quartiere operaio; oggi la Malpensata è un quartiere residenziale.
Via Quarenghi è un vecchio borgo nel cuore della città bassa, abitato oggi da persone che vengono da tutto il mondo: africani, boliviani, pachistani, ecc.
L’incontro con le persone del posto, le interviste, i pensieri, i ricordi di vita vissuta, mi hanno permesso di toccare una realtà che non è inerente solo alla storia di Bergamo e della sua provincia, ma che può rappresentare, con le dovute differenze, le trasformazioni sociali e culturali dell’Italia tutta.