Alex ospite di "DIVERSAMENTE AFF-ABILE"

ECCO LA MIA TESTIMONIANZA per il Blog di Fiamma Satta "Diversamente Aff-abile"

Non so se sia vero che i denti di un cavallo sono lo specchio del suo stato di salute, ma di certo lo stile di guida di un popolo ne rispecchia lo stato di salute civile: in Italia non possiamo dire di essere ben messi: basta buttare l’occhio in una qualsiasi via della capitale per vedere come le schiere di denti-auto parcheggiate siano uno spettacolo indegno.
Come un sorriso triste e sgangherato, le auto sono messe ovunque senza costrutto, senza rispetto del fatto che le strade non sono fatte solo per le macchine e, soprattutto, non sono dei parcheggi creativi a cielo aperto.
Ho sempre mal tollerato l’abitudine di parcheggiare sulle strisce pedonali o sui marciapiedi, anche se devo dire che nella mia città non avviene spessissimo, ma solo da quando, per lavoro, giro l’Italia e risiedo tra Roma e Milano, mi sono accorto q
uanto la “bocca” dell’Italia sia malmessa.

Qualche mese fa, la nascita di Mia, la bellissima principessina figlia di mio fratello, mi ha dato una enorme gioia: penso a lei spesso mentre raggiungo il teatro o mi sposto per la città e la cosa mi porta a immaginarla sorridente sul suo passeggino a spasso con me,  ma… non percorro nemmeno un isolato che sorge il problema: e adesso? No dico, se veramente Mia fosse qui con me ora, dove passo con la carrozzina? Il percorso è ostacolatoda macchine sulle strisce, in doppia fila, di sbiego sul marciapiede… un disastro… Per fortuna sono un attore contemporaneo di estrazione popolare, e la mia formazione anche in ambito di teatro danza, mimo e commedia dell’arte mi permette di contorcermi, striscire e capriolarmi, altrimenti passare oltre la cortina di inciviltà parcheggiatoria sarebbe impossibile anche per un individuo sano e in piena salute come me.

A fatica contengo la rabbia mentre, come un enorme filo interdentale, passo pulendo gli stretti denti a quattro ruote. A volte, lo confesso, ho lasciato segno della mia indignazione alzando tergicristalli, storcendo specchietti ma, giuro, non ho mai rigato una fiancata con la chiave, anche se la tentazione a volte era fortissima.
Che ci siano mezzi pubblici malfunzionanti e città sovraffollate è noto… ma perché le persone fatichino così a considerare le ragioni degli altri davvero non può che riguardare la stato di salute civile di un paese: non c’è altra possibile spiegazione. Parcheggiare in quel modo, vuole solo dire “E’ più importante per me parcheggiare qui che per te (chiunque tu sia, uomo o donna, bambino o anziano, abile o disabile) passare senza riaschiare la vita dovendo camminare sulla strada invece che sul marciapiede”.
Mi sono anche chiesto se davvero io, in quanto pedone, mi sforzassi di capire le ragioni degli altri, infondo è quello di cui accuso gli s-parcheggiatori: magari avevano fretta per un impegno importantissimo, o non avevano altra soluzione, o non hanno mai considerato il “danno” che arrecano con il loro comportamento.
Così ho cercato una soluzione creativa che mi rispecchiasse e che permettesse al mio fegato di scaricare la bile senza danno, con la speranza anche di poter contribuire a migliorare, almeno un po’, la salute del mio paese.
Così ho ideato e stampato delle finte multe di “Accertata violazione del codice della CIVILTÀ” che mi diverto a lasciare sul parabrezza delle auto “cariate” per cercare di ricordare i motivi per cui non si dovrebbe parcheggiare in modo tanto sconsiderato e dannoso.
L’ho realizzate sapendo che l’emozione aiuta a ricordare le cose, così spero che dopo lo spauracchio di vedersi una multa sul vetro, il sollievo che non sia vera, possa far meglio capire il messaggio e magari pensarci sopra per il prossimo parcheggio.
Mi hanno sempre insegnato a criticare il comportamento e non le persone: cambiare il primo è molto facile e colpire le seconde invece inutile e incivile.
So che i miei amici a volte si divertono a chiamarmi “grillo parlante” e mi piace pensare che sia perché la marsina e il cilindro mi donano molto.
Spero davvero che l’Italia, l’Europa, il Mondo che vedrà e vivrà Mia, quel meraviglioso germoglio che è mia nipote, possa essere un cavallo bianco e principesco dalla bocca lucente, fatto di civiltà e rispetto degli altri.
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